Visualizzazione post con etichetta energia pulita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta energia pulita. Mostra tutti i post

martedì 18 settembre 2012

Auto elettriche e ZTL a Napoli: E-day per la mobilità sostenibile

la Renault Twizy
 Post pubblicato originariamente su laboratorionapoletano.com
Nell'ambito della presentazione dell E-Day si è parlato anche di ZTL.  L'assessore Donati, presente all'evento dedicato ai veicoli elettrici nell'ambito della settimana europea della mobilità sostenibile, ha sottolineato come a giugno sia stata emessa un'ordinanza in base alla quale le auto elettriche - anche di non residenti - possono circolare all'interno delle ZTL di Napoli, previa richiesta di un apposito contrassegno al comune di Napoli.  Si tratta di un passaggio fondamentale per permettere l'introduzione di auto elettriche in una città come Napoli che necessiterebbe di maggiori controlli in termini di circolazione di auto vecchie ed inquinanti. Al momento il sito internet del comune di Napoli non riporta ancora l'ordinanza, come sottolineato allo stesso assessore dal sottoscritto.  Va ricordato che allo stato attuale i possessori di auto ibride NON rientrano nella deroga prevista per le auto elettriche.  Discutendo di ZTL a Napoli l'assessore Donati ha anche ricordato come stiano entrando in servizio i quattro varchi telematici della ZTL di Napoli centro antico e come il comune sia al lavoro per introdurre le telecamere anche per automatizzare i controlli di accesso alla ztl del mare.  Tornando alle auto elettriche ed al loro ruolo nella mobilità sostenibile, la volontà è quella di incentivarne acquisto ed uso, anche se al momento l'assenza di colonnine di ricarica ed i costi ancora sostenuti rendono meno fruibili questi mezzi.  Interessanti per l'uso cittadino sono sia i motoveicoli elettrici (in Istituto Motori è disponibile oggi per la prova il ZTL SMASH 54, che presenta due batterie estraibili ed autonomia di circa 35 km per batteria, con velocità massima di 70 km/h) che
la Nissan Leaf in fase di ricarica
quadricicli simili alla Renault Twizy, sicuramente uno dei veicoli più intrigranti da un punto di vista estetico. Al contempo sono diverse le soluzioni elettriche per automezzi da lavoro, per poter scaricare agevolmente merci in zone a traffico limitato.

lunedì 17 settembre 2012

E-day: presentazione e test drive di auto elettriche per la settimana della mobilità sostenibile

Si terrà domani 18 settembre 2012  presso l'Istituto Motori CNR, viale Marconi 8, l'E-Day nell'ambito delle iniziative legate alla settimana europea della mobilità sostenibile. Si tratta di una giornata di presentazione dei veicoli elettrici attualmente in circolazione, con la possibilità di effettuare dei test drive di diversi modelli. L'evento è organizzato da ANEA e dall' Istituto Motori del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Il programma prevede un seminario con tavola rotonda incentrato sul mondo dei veicoli elettrici: dopo i saluti e gli interventi di Paola Belardini, direttore dell'Istituto Motori, dell'assessore alla mobilità Anna Donati e del presidente di Anea Michele Macaruso, la discussione moderata da Ottorino Veneri dell'Istituto Motori verterà sulla Presentazione delle ultime tecnologie nel campo della mobilità elettrica.
Previa prenotazione i partecipanti potranno effettuare test drive di numerosi veicoli elettrici esposti presso L'istituto Motori: Honda, Enerblu, Estrima, Citroen, Peugeot, Mercedes, MicroVett, Nissan, Piaggio, Renault, Toyota, Zem, ABB EV Charging Infrastructures.
Sarà possibile prenotare i test presso l'Istituto motori per provare i veicoli in Zona Fuorigrotta e lungo i viali della Mostra d'Oltremare.
Chi vuole potrà visitare i laboratori dell'Istituto Motori CNR
Questo post è stato pubblicato anche su laboratorionapoletano.com

lunedì 17 gennaio 2011

Fusione nucleare - lo stato dell'arte e l'ITER

Il tokamak
Non è errato affermare che una delle principali sfide che investiranno l'uomo nei prossimi decenni sarà quella di individuare fonti di energia illimitate e pulite, in modo tale da sopperire alla sempre maggiore richiesta da parte dell'umanità senza danneggiare ulteriormente l'ecosistema ed il pianeta nel suo complesso. 
In tale ottica assumono importanza strategica gli studi e le ricerche riguardanti la produzione di energia elettrica attraverso il fenomeno della fusione nucleare.  I meccanismi di reazione legati alla fusione nucleare, sotto certi aspetti diametralmente opposti rispetto a quelli riguardanti la fissione nucleare, sono alla base delle più distruttive bombe atomiche mai realizzate dall'uomo, quelle bombe H all'interno delle quali la reazione di fusione, innescata da una reazione di fissione nucleare, innesca a sua volta un'ulteriore reazione di fissione nucleare.  Nonostante  tale tipo di reazione sia stata ampiamente studiata per fini tutt'altro che pacifici, è proprio l'applicazione nel campo civile che - qualora vengano risolte diverse problematiche strutturali - consentirà all'uomo di avere a disposizione una produzione di energia praticamente illimitata senza emissioni inquinanti e quasi nulla produzione di scorie radioattive da un combustibile facilmente ricavabile dall'acqua. 

Cosa è e come funziona la fusione nucleare.

Nonostante esista in letteratura una discussione che negli anni scorsi è stata molto accesa riguardante la cosiddetta "fusione fredda", gran parte degli sforzi economici in termini di ricerca e realizzazione degli impianti pilota interessa la "fusione calda", quella che avviene da sempre all'interno del nucleo del sole e delle altre stelle del firmamento.  
In determinate condizioni lo scontro fra particelle di deuterio e trizio (isotopi dell'idrogeno), presenti in natura nell'acqua, comporta la fusione di queste in elio (He) e la liberazione di un neutrone e di un'elevatissima quantità di energia (diversi Mev - megaelettronvolt).  
Una delle reazioni utili per tale tipologia di impianto è la seguente:  D+T=4He+n+Q  (con Q=17.6 Mev), ma sono stati fatti studi per realizzare la fusione fra due molecole di deuterio.
I vantaggi dell'utilizzo di tale reazione ai fini della produzione di energia sono numerosi e tali da modificare completamente la vita dell'umanità:
  • combustibile inesauribile e disponibile ovunque
  • Rischio di incidente nucleare nullo
  • Nessuna produzione di scorie nucleari ad alta radioattività a lunga vita
  • Nessuna emissione in atmosfera di inquinanti od anidride carbonica
Di contro è proprio l'altissimo livello di tecnologia necessario per rendere l'impianto utile a costituire il maggior svantaggio allo stato attuale.  Per contenere il flusso di plasma ad elevatissima pressione e temperatura (milioni di Kelvin) è necessario un campo magnetico di impressionante intensità in grado di confinare il plasma all'interno delle quali avvengono le reazioni di fusione e salvaguardare le pareti della struttura. 


ITER - il cammino verso il futuro
L'Unione europea, insieme a Stati Uniti, Russia, Cina e Giappone, sta realizzando a Cadarache, nel sud della Francia, un primo prototipo di dimensioni industriali di un reattore nucleare a fusione. ITER (acronimo per International Thermonuclear Experimental Reactor) è un reattore deuterio-trizio in cui il confinamento del plasma è ottenuto in un campo magnetico all'interno di una macchina denominata Tokamak. Il costo previsto per la realizzazione di questo prototipo si aggira intorno ai 10 miliardi di euro. Lo scopo principale di ITER è quello di ottenere una reazione di fusione stabile (500 MW prodotti per una durata di circa 60 minuti).
ITER sarà quindi il primo impianto a fusione di dimensioni paragonabili a quelle di di una centrale elettrica convenzionale conl'arduo compito di dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione come fonte di energia. 
ITER è basato sul concetto di confino magnetico del "tokamak" (tradotto dal russo: Cella toroidale con bobine magnetiche) all'interno del quale il plasma è contenuto in un recipiente vuoto a forma di ciambella. Il combustibile, una miscela di deuterio e trizio, due isotopi dell'idrogeno, è riscaldato a temperature superiori a 150 milioni di gradi °C, formando un plasma caldo. Campi magnetici molto forti, prodotti da bobine di superconduttori circondanti il recipiente (vessel) e da una corrente elettrica guidata attraverso il plasma,  sono utilizzati per mantenere il plasma distante dalle pareti.  Sul sito ufficiale del progetto ITER è possibile "visitare" virtualmente il tokamak.
Va scritto che il problema è legato sopratutto alla realizzazione di un impianto che sia in grado di produrre più energia di quella che ne consuma affinchè la reazione abbia inizio e si possa sostenere.
L'Italia partecipa al progetto attraverso gli studi e ricerche compiuti dal centro ricerche ENEA di Frascati, all'interno del quale c'è un tokamak  la cui camera toroidale ha un diametro di circa 90 mm.


    giovedì 7 ottobre 2010

    Vino e fonti rinnovabili: l'esempio di Villa Matilde

    pannelli solari - Villa Matilde
    In occasione di una visita alla nota azienda vitivinicola villa Matilde riguardo la quale ho già scritto ne "Il laboratorio napoletano", chi scrive ha avuto la possibilità di partecipare ad una conferenza durante la quale sono stati esposti i dettagli di un intervento integrato su più fronti volto a trasformare una  azienda agricola classica e tradizionale in una a ridotto impatto ambientale, i cui consumi energetici siano basati fondamentalmente su fonti rinnovabili, attenta a non sprecare acqua ed energia.  
    Al di là della qualità del vino prodotto - chi vive in Campania ma non solo conosce bene la bontà dei vini di Villa Matilde - un intervento come quello che verrà a breve esposto - garantirà energia pulita ma sopratutto una drastica riduzione delle emissioni di inquinanti e di anidride carbonica in atmosfera. 
    Chi ha progettato l'impianto non si è limitato infatti ad installare pannelli fotovoltaici sui tetti, beneficiando dei vantaggi economici del conto energia, ma è intervenuto sui singoli ambienti, per migliorare l'efficienza energetica degli edifici e ridurre i costi legati alla necessaria climatizzazione - il vino necessita di  una temperatura ambiente mai elevata - e sui singoli impianti, realizzando un sistema idrico attraverso il quale convogliare le acque piovane e riciclare le acque bianche per ridurre sensibilmente il consumo di acqua, di per sè notevole per produrre il vino.  Se da una parte allo stato attuale è stato terminato solo il primo step del progetto, ovvero la messa in funzione di 339 pannelli fotovoltaici in silicio policristallino, realizzati in sette sotto-unità differenti sui tetti degli edifici principali ed in grado di fornire una potenza di picco superiore ai 77 kW, (su 150 totali) dall'altra sono previsti investimenti, oltre a quelli già descritti, per sostituire il parco veicoli (automobili e macchine agricole) con vetture elettriche o che possano essere alimentate con biodiesel.  Per quanto riguarda i veicoli elettrici, verrà installato un pannello fotovoltaico a movimento biassiale “mover; in grado di ruotare con il sole, che possa garantirne la ricarica.  In un'ulteriore fase di sviluppo del progetto, avviato da appena un anno, il restante fabbisogno energetico degli impianti verrà garantito da generatori di energia elettrica che possano funzionare con biomasse vegetali, così come l'energia termica sarà fornita da caldaie ad oli vegetali.  
    Biomasse agricole, pannelli fotovoltaici, coibentamento delle cantine e risparmio in termini di consumo d'acqua costituiranno, insieme, un approccio integrato che si spera dia all'azienda, oltre a garantirne il fabbisogno energetico, un apporto in termini di ritorno di immagine per aver tanto investito in favore dell'ambiente.

    venerdì 25 giugno 2010

    Il mare come fonte rinnovabile: turbine che sfruttano l'energia delle maree e delle correnti marine

    spaccato della centrale mareomotrice di Dinard (fonte wikipedia)
     Anche se raramente se ne parla, esistono centrali per la produzione di energia elettrica  pulita  che sfruttano il mare come fonte rinnovabile.  Prima di entrare nel dettaglio, è di fondamentale importanza distinguere fra centrali che mareo-motrici e centrali mare-motrici, in quanto le prime sfruttano le maree, i cui dislivelli in diverse zone del pianeta sono notevoli, mentre le seconde sfruttano essenzialmente le correnti marine.  Di centrali per la produzione di energia elettrica che sfruttano il fenomeno delle maree,  ve ne sono diverse in servizio da decenni. L'esempio che viene in mente a chi scrive è quello fornito dal Rance Tidal (tide è marea in inglese) Power Station, il più antico e grande impianto del genere dei sette attualmente funzionanti, attivo già dalla fine degli anni '60, costruito sotto un ponte che attraversa il fiume Rance, in Bretagna a pochi chilometri dalla bella Saint-Malo, in prossimità della cittadina di Dinard.  Al di là della bellezza ingegneristica di un'opera del genere, che soddisfa con i suoi oltre 600 GigaWattora prodotti annualmente dalle oltre 24 turbine disseminate sotto gli oltre 750 metri di lunghezza del ponte,  oltre l'1% del fabbisogno della Francia intera (fonte wiki), va sottolineato come, in questo caso come  quasi sempre quando si tratta di produzione di energia da fonti rinnovabili, altro non si tratti che l'ottimizzazione di applicazioni realizzate in scala decisamente più piccola già alcuni secoli fa.  Di "tide mill" (mulini a marea) costruiti nei secoli scorsi ne esistono ancora diversi esemplari.   Per chi non abbia visitato la fantastica e magica Bretagna, va ricordato che in alcune zone della regione il dislivello dovuto alla marea supera gli otto - dieci metri.

    Partendo da questi dati assodati, da installazioni attive oramai da decenni, la ricerca si è concentrata in questi anni sull'utilizzo di turbine che possano ricavare energia elettrica dalla forza del mare  (dalle correnti marine ) piuttosto che dalla marea in sè, attraverso installazioni off-shore / subacquee di particolari turbine in grado di gestire in maniera adeguata il variare delle correnti marine e di trasformarne l'energia in elettricità.  All'uopo vengono utilizzate turbine assiali, turbine ad asse verticale, impianti con geometrie particolari e talvolta curiose, progettati per dare la maggiore efficienza possibile in diverse condizioni di funzionamento, al variare delle correnti in intensità e sopratutto direzione. Sono diverse le società che operano nel settore ed in rete è facile reperire diversi video illustrativi riguardanti le potenzialità delle turbine che possano sfruttare le correnti marine.

    Di seguito sono riproposti alcuni video attraverso i quali è possibile meglio comprendere come funzionano queste turbine a correnti marine:

    venerdì 28 maggio 2010

    Fonti rinnovabili: pubblicato il secondo BANDO POI ENERGIA - considerazioni

    Il POI ENERGIA entra piano piano nel vivo, ad un mese dalla pubblicazione del primo bando riguardante le Aziende Sanitarie Locali, oggi è stato pubblicato un secondo bando attraverso il quale tutte le amministrazioni pubbliche potranno far richiesta di accedere al contributo per quanto riguarda l' Asse 1, linea di attività 1.3. del Programma Operativo Interregionale (POI) “Energie Rinnovabili e risparmio energetico" per la realizzazione su propri edifici o terreni di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. 
    Per la lettura del bando e per tutte le specifiche si rimanda al sito del POI ENERGIA.
    Il POI Energia prevede la possibilità di contributi- in questo caso - fino al 100%  del costo ammissibile, a patto che i massimi costi ammissibili siano contenuti all'interno dei valori massimi pubblicati in allegato D.  Quel che in questa sede preme segnalare ed evidenziare è "COSA" può essere finanziato come fonte rinnovabile: 

    Produzione di energia elettrica:
    • gli impianti di cogenerazione, a patto che siano alimentati da biogas o biomasse, esclusi i biocombustibili liquidi ad eccezione degli oli vegetali puri tracciabili attraverso il sistema integrato di gestione e di controllo previsto dal regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio 2009.
    • gli impianti eolici, purchè chi fa richiesta sia in possesso di dati relativi ad una campagna di rilevazioni e misurazioni anemometriche di durata non inferiore ad un anno da cui risulti un minimo di 1600 ore equivalenti di funzionamento annuo. Tali impianti devono operare in regime di scambio, per i riferimenti normativi ed altri particolari si rimanda all'allegato C del bando
    • Il fotovoltaico a patto che i moduli siano INTERAMENTE INTEGRATI e che i  moduli debbano essere provati e certicati in base a normative riportate in ALLEGATO C del bando
    Produzione di energia termica
    • Solare termico: Sono ammessi pannelli piani vetrati o sottovuoto, per le certificazioni di qualità ed altro si rimanda al solito allegato C.
    • Caldaie a biomassa: 
      • "I generatori di calore alimentati da biomasse di origine vegetale devono presentare un'efficienza
        misurata secondo la norma EN 303-5 maggiore dell'85%. Le biomasse utilizzabili devono ricadere
        fra quelle ammissibili ai sensi dell’allegato X al D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 recante “norme in
        materia ambientale” e successivi aggiornamenti.
        I generatori di calore devono inoltre presentare emissioni compatibili con i limiti fissati
        dall’allegato IX al del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 recante “norme in materia ambientale”e
        successivi aggiornamenti".
    • Pompe di Calore geotermiche a bassa entalpia
     Appare evidente che chi scrive si auspica che le amministrazioni pubbliche possano con rapidità fare richiesta ed accedere a tali contributi, essendo questa un'occasione rara per avvicinarsi alla percentuale di produzione di energia da fonti rinnovabili imposta dall'Unione Europea e per allontanare le sanzioni che periodicamente l'Italia paga in quanto fortemente ritardataria in tal senso.  Le regioni interessate dal POI sono la Campania, la Puglia, la Sicilia e la Calabria.
    Va sottolineato, da un punto di vista meramente tecnico, che di fatto sono esclusi dai contributi ( e questo preannuncia linee guida riguardanti anche futuri bandi):
    • i pannelli fotovoltaici parzialmente o non integrati
    • gli impianti di cogenerazione a biomasse liquide (olii vegetali), a meno che non esista un tracciamento della provenienza dell'olio, cosa non sempre di facile realizzazione
    Ne consegue che, qualora anche nei prossimi bandi riguardanti incentivi di qualsiasi tipo, vengano confermate tali indicazioni, i pannelli fotovoltaici "non integrati" non otterranno più alcuna agevolazione 

    martedì 9 marzo 2010

    Biodiesel e bioetanolo per autoveicoli.

    semi di soia - fonte wikipedia
    In Campania verrà avviato un progetto, denominato Agro-Energy, in base al quale si prevede di utilizzare terreni agricoli confiscati alla camorra per coltivare quelle che si è soliti definire colture "energetiche", destinate alla produzione di biocombustibili. La notizia è del 3 marzo e rientra sicuramente fra le "buone nuove" in quanto finalmente, anche da queste parti, vengono avviati progetti interessanti riguardanti l'utilizzo dei combustibili derivati da biomasse agricole in autotrazione.  Lascia, a onor del vero, perplessi il fatto che i territori che verranno utilizzati non sono adatti a coltivazioni destinate al consumo umano in quanto inquinati, dato che, non conoscendo chi scrive la natura degli inquinanti in questione, non è indicato come verranno trattate le coltivazioni per evitare che tali specie vengano assorbite dalla pianta e di fatto vengano a trovarsi coinvolte nella combustione, con tutto quel che ne deriva in termini di emissioni e di manutenzione dei motori. A parte ciò, va detto che l'utilizzo di biocombustibili in autotrazione è fortemente conveniente per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica, dato che i biocombustibili possono essere considerati fonti energetiche ad emissioni di anidride carbonica (CO2) nulle durante il proprio ciclo di vita, in quanto non è sbagliato considerare che il biossido di carbonio assorbito dalle piante durante la loro vita per la fotosintesi corrisponda ad il quantitativo emesso in atmosfera durante la combustione.  Va sottolineato, dato che troppo spesso c'è confusione in materia, che i biocombustibili più utilizzati in autotrazione sono il bioetanolo per quanto riguarda i motori ad accensione comandata (i "benzina) ed il biodiesel per quanto riguarda i motori ad accensione per compressione ( i "diesel").  Prima di approfondire questi due particolari combustibili, si ricorda che, al di là di quanto si possa trovar scritto in rete,  non è possibile utilizzare un olio vegetale, sia esso di colza, di arachidi od altro, direttamente come combustibile in un motore,  in quanto un olio diventa biocombustibile per autotrazione solamente dopo alcuni importanti processi di trattamento: è improponibile immaginare che un motore diesel attuale possa funzionare con olio di colza non trattato senza irreversibili danni nel breve periodo.

    Per quanto riguarda l'utilizzo di biocombustibile nei motori ad accensione comandata, i cosiddetti motori a benzina, vengono in genere utilizzati degli alcoli, come il bioetanolo, che possono bruciare allo stato puro od in miscela con benzine, in particolari motori.  La classificazione delle miscele di bioetanolo prevede l'utilizzo del simbolo E, laddove E100 indica bioetanolo puro ed, ad esempio, E85 indica una miscela all'85% di bioetanolo e 15% di benzina.  Il bioetanolo è in genere prodotto dalla fermentazione della canna da zucchero e può essere utilizzato in motori normali solo in percentuali molto basse, mentre già dall' E20 in poi si richiede l'utilizzo di un motore particolare, denominato motore flex.  La tecnologia dei motori flex è in buona parte italiana, dato che questi sono stati oggetto di studio da parte della Magneti Marelli e che la FIAT è di fatto la casa produttrice ad aver montato più motori di questo tipo, oltre due milioni e mezzo, sulle proprie autovetture.  Non deve stupire che un motore che da noi risulta poco più che sperimentale e del tutto assente sulle vetture prodotte in serie, altrove sia uno dei motori più utilizzati, in quanto l'utilizzo di bioetanolo come combustibile ha senso ove vi sia massiccia coltivazione di canna da zucchero.  In Brasile, da anni all'avanguardia per quanto riguarda l'utilizzo di biomasse come fonte energetica primaria, circolano milioni di vetture con motori FLEX e quasi tutti i modelli prodotti in Brasile dalla FIAT Brasil prevedono una motorizzazione con "flex fuel engine".
    A far da contraltare agli enormi benefici in termini di riduzione delle emissioni di CO2, all'assenza di emissioni di ossidi di zolfo e idrocarburi aromatici, ed a quelli legati al fatto di poter utilizzare una fonte rinnovabile, ci sono due elementi che vanno evidenziati:  per quanto riguarda le emissioni inquinanti, l'utilizzo di un etanolo fa sì che come prodotti di combustione  possano esserci aldeidi, per quanto riguarda la necessità di destinare ampi spazi agricoli alle colture energetiche, questo può comportare, sopratutto nelle zone depresse del nostro pianeta, un aumento del costo del grano ad uso alimentare insostenibile per le popolazioni povere.

    Per quanto riguarda l'utilizzo di biocombustibili in motori ad accensione per compressione,  vengono utilizzati i biodiesel, derivati da oli vegetali opportunamente trattati per ottenere caratteristiche (viscosità, assenza acidi grassi, glicerolo e alcoli) tali da permetterne l'utilizzo come combustibile.  In genere il biodiesel è utilizzato in miscela con il gasolio, anche se esistono diversi studi su un suo utilizzo allo stato puro.  Il biodiesel è ottenibile da oli di colza, palma, soia ed altri oli vegetali anche se esistono studi sull'utilizzo di oli usati (in cucina per fritture) che consentirebbero di riutilizzare come combustibili oli già in parte usati.  Molto interessante è la possibilità, ancora in fase di studio, di produrre biodiesel da particolari colture di alghe.
    Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, oltre alla riduzione delle emissioni di CO2 cui si è già accennato sopra, va sottolineato che l'utilizzo di un biodiesel garantisce una netta riduzione delle emissioni di soot (particolato carbonioso) e di monossido di carbonio, che risultano essere il 32% e il 35% rispetto a quelle legate all'utilizzo del gasolio tradizionale.
    Per approfondimenti riguardanti l'utilizzo del biodiesel si rimanda alla lettura dei capitoli introduttivi di una tesi di dottorato.

    venerdì 16 ottobre 2009

    INNOVAZIONE : Entra in funzione la centrale solare "Diamante" dell'Enel


    Come riportato da diversi quotidiani,  ieri è entrata in funzione Diamante, una mini centrale di energia elettrica altamente innovativa, molto bella a vedersi e dal bassissimo impatto ambientale.

    Diamante, che prende il nome dalla forma, a struttura geodetica, altro non è che un gigantesco diamante  il cui lato esposto a sud è formato da oltre 30 pannelli solari di ultima generazione ( efficienza intorno al 20%) ed al cui interno ha tre sfere di 2 metri di diametro che costituiscono il sistema di accumulo a base di idrogeno mediante la tecnologia avanzata degli idruri metallici. Il progetto, nato da una collaborazione fra Enel e Università di Pisa, prevede che l'impianto, oggettivamente bello a vedersi oltre che interessantissimo per le scelte impiantistiche e tecnologiche adottate, possa con i suoi 11 kW di potenza di picco fornire energia elettrica all'intero (certamente non vasto) parco di San Rossore a Pisa.   Le dimensioni dell'impianto sono 8 metri di diametro della sfera/diamante e 4 metri di altezza della base di appoggio.
    La particolarità dell'impianto consta nel fatto che la presenza degli accumulatori a idruri metallici permette all'impianto di fornire energia elettrica anche nelle ore notturne e quando c'è assenza di sole. Infatti attraverso un processo elettrolitico viene prodotto idrogeno che va ad alimentare un sistema di celle a combustibile. Sarebbe interessante conoscere alcuni dati relativi alle curve di carico ottenibili. E' ovvio che un impianto di questo tipo, al di là delle dichiarazioni, è e resta un prototipo abbastanza costoso o un "esercizio" su come si possano sfruttare al meglio le tecnologie disponibili. Quel che conta è che si continua ad andare verso il concetto di produzione distribuita di energia elettrica da fonti rinnovabili o ad emissioni basse/nulle.  Per le piccole utenze in futuro bisognerà investire sempre di più sul solare ( fotovoltaico o termodinamico) e sull'eolico.

    Cerca nel blog