mercoledì 2 marzo 2011

Bando per due Co.co.co. in ambito di ricerca ing. meccanica, materiali, chimica (Seconda Univ. Napoli)

Ricevo e volentieri pubblico un bando di concorso per giovani ingegneri  per due incarichi di collaborazione continuata e continuativa presso il  Dipartimento di Cultura del Progetto sito in Monastero di San Lorenzo ad Septimum, Via San Lorenzo, Aversa (Seconda Università di Napoli, Facoltà di Architettura ).
Il bando è indirizzato a giovani (entro i 30 anni) laureati in Ingegneria meccanica e/o dei materiali e/o chimica e la ricerca ha come obiettivo lo “studio e la caratterizzazione di nuovi materiali e modellazione agli elementi finiti di sistemi biomimetici” (ING-IND/22) nell'ambito del progetto FIRB Futuro in Ricerca "“Biomeccanica e biomimetica di scaffolds periimplantari in materiale ibrido ceramo-polimerico”.  La durata dei contratti sarà di 36 mesi e l'importo lordo di 20.000 euro annui.   
Per qualsiasi informazione ulteriore invito a leggere per bene il bando in allegato. 
NB:  I dottori di ricerca NON possono partecipare al bando (tale caratteristica pare sia richiesta dal Ministero per favorire l'ingresso di neolaureati).

Bando per n.2 Co.co.co.  in ambito di progetto FIRB 
Durata: 36 mesi  - importo: 20.000 euro lordi annui
Requisiti: laurea in ingegneria meccanica e/o materiali e/o chimica 
Tema: "studio e caratterizzazione di nuovi materiali e modellazione agli elementi finiti di sistemi biomeccanici"
Settore disciplinare ING-IND 22
Scadenza: 16 marzo 2011
Bando integrale: sul sito di unina2

domenica 27 febbraio 2011

Comunicazione di servizio - lavori in corso

Il blog è in fase di aggiornamento. Nel corso del mese di marzo verranno pubblicati diversi interventi nuovi, a fronte della quasi totale assenza di post negli ultimi tre - quattro mesi. 
In attesa di novità, chi vuole può consultare il blog principale dell'autore, laboratorio napoletano, incentrato prevalentemente su tematiche riguardanti la città di Napoli, o laboratorio di cinema: recensioni ed altro, blog cinefilo, come facilmente intuibile dal titolo.

.... stay tuned...

mercoledì 23 febbraio 2011

I 200 anni della facoltà di ingegneria di Napoli: l'evento inaugurale

Il logo del Bicentenario della facoltà di Ingegneria

La facoltà di ingegneria di Napoli compie 200 anni. La più antica scuola di ingegneria civile in Italia, una delle più prestigiose e note in Europa,  fu infatti inaugurata il 4 marzo 1811 da Gioacchino Murat come Scuola di Applicazione di Ponti e Strade.
Per l'occasione è stato creato un sito apposito (bicentenarioingegneria.unina.it)  per raccogliere tutte le informazioni storiche e le notizie riguardanti le celebrazioni che dureranno un anno intero. In un'epoca in cui l'università italiana è costantemente soggetta ad attacchi di ogni tipo da più fronti, interni ed esterni, in un periodo storico in cui sembra che la cultura sia davvero qualche cosa di effimera importanza, è importante attaccarsi saldamente alla propria grande storia per cercare, faticosamente, di costruire un futuro diverso dall'attuale condizione. 
Il giorno 4 marzo 2011 verrà celebrato l'inizio delle celebrazioni attraverso una conferenza che si terrà presso l'Aula Magna Leopoldo Massimilla della facoltà di ingegneria (clicca qui per il programma completo).  Chi scrive invita quanti vogliano partecipare all'evento ad informarsi se sia stata ripristinata o meno la funzionalità dell'impianto di riscaldamento, in quanto solo fino a poche settimane fa era caldamente consigliato agli avventori di recarsi in aula magna con indosso un cappotto pesante. 

Dopo i saluti di rito del rettore Maurelli, del preside di ingegneria Piero Salatino, del presidente del Polo delle Scienze e Tecnologie e delle massime autorità politiche della regione (Iervolino-Cesaro-Caldoro),  interverranno sul tema dell' identità dell'ingegnere il prof. Alfredo Buccaro e il preside prof. Piero Salatino, sul "ruolo" diversi assessori, fra cui un ex rettore (Trombetti) ed un ex preside (Cosenza) ed esponenti del mondo dell'industria, dal presidente dell'Unione degli industriali di Napoli (Paolo Graziano) al presidente dell'ordine degli ingegneri di Napoli (Luigi Vinci), seguiranno testimonianze di ex studenti e la presentazione di una rassegna espositiva dedicata alla "Scuola di ingegneria dal 1811 al 2011".

lunedì 17 gennaio 2011

Fusione nucleare - lo stato dell'arte e l'ITER

Il tokamak
Non è errato affermare che una delle principali sfide che investiranno l'uomo nei prossimi decenni sarà quella di individuare fonti di energia illimitate e pulite, in modo tale da sopperire alla sempre maggiore richiesta da parte dell'umanità senza danneggiare ulteriormente l'ecosistema ed il pianeta nel suo complesso. 
In tale ottica assumono importanza strategica gli studi e le ricerche riguardanti la produzione di energia elettrica attraverso il fenomeno della fusione nucleare.  I meccanismi di reazione legati alla fusione nucleare, sotto certi aspetti diametralmente opposti rispetto a quelli riguardanti la fissione nucleare, sono alla base delle più distruttive bombe atomiche mai realizzate dall'uomo, quelle bombe H all'interno delle quali la reazione di fusione, innescata da una reazione di fissione nucleare, innesca a sua volta un'ulteriore reazione di fissione nucleare.  Nonostante  tale tipo di reazione sia stata ampiamente studiata per fini tutt'altro che pacifici, è proprio l'applicazione nel campo civile che - qualora vengano risolte diverse problematiche strutturali - consentirà all'uomo di avere a disposizione una produzione di energia praticamente illimitata senza emissioni inquinanti e quasi nulla produzione di scorie radioattive da un combustibile facilmente ricavabile dall'acqua. 

Cosa è e come funziona la fusione nucleare.

Nonostante esista in letteratura una discussione che negli anni scorsi è stata molto accesa riguardante la cosiddetta "fusione fredda", gran parte degli sforzi economici in termini di ricerca e realizzazione degli impianti pilota interessa la "fusione calda", quella che avviene da sempre all'interno del nucleo del sole e delle altre stelle del firmamento.  
In determinate condizioni lo scontro fra particelle di deuterio e trizio (isotopi dell'idrogeno), presenti in natura nell'acqua, comporta la fusione di queste in elio (He) e la liberazione di un neutrone e di un'elevatissima quantità di energia (diversi Mev - megaelettronvolt).  
Una delle reazioni utili per tale tipologia di impianto è la seguente:  D+T=4He+n+Q  (con Q=17.6 Mev), ma sono stati fatti studi per realizzare la fusione fra due molecole di deuterio.
I vantaggi dell'utilizzo di tale reazione ai fini della produzione di energia sono numerosi e tali da modificare completamente la vita dell'umanità:
  • combustibile inesauribile e disponibile ovunque
  • Rischio di incidente nucleare nullo
  • Nessuna produzione di scorie nucleari ad alta radioattività a lunga vita
  • Nessuna emissione in atmosfera di inquinanti od anidride carbonica
Di contro è proprio l'altissimo livello di tecnologia necessario per rendere l'impianto utile a costituire il maggior svantaggio allo stato attuale.  Per contenere il flusso di plasma ad elevatissima pressione e temperatura (milioni di Kelvin) è necessario un campo magnetico di impressionante intensità in grado di confinare il plasma all'interno delle quali avvengono le reazioni di fusione e salvaguardare le pareti della struttura. 


ITER - il cammino verso il futuro
L'Unione europea, insieme a Stati Uniti, Russia, Cina e Giappone, sta realizzando a Cadarache, nel sud della Francia, un primo prototipo di dimensioni industriali di un reattore nucleare a fusione. ITER (acronimo per International Thermonuclear Experimental Reactor) è un reattore deuterio-trizio in cui il confinamento del plasma è ottenuto in un campo magnetico all'interno di una macchina denominata Tokamak. Il costo previsto per la realizzazione di questo prototipo si aggira intorno ai 10 miliardi di euro. Lo scopo principale di ITER è quello di ottenere una reazione di fusione stabile (500 MW prodotti per una durata di circa 60 minuti).
ITER sarà quindi il primo impianto a fusione di dimensioni paragonabili a quelle di di una centrale elettrica convenzionale conl'arduo compito di dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione come fonte di energia. 
ITER è basato sul concetto di confino magnetico del "tokamak" (tradotto dal russo: Cella toroidale con bobine magnetiche) all'interno del quale il plasma è contenuto in un recipiente vuoto a forma di ciambella. Il combustibile, una miscela di deuterio e trizio, due isotopi dell'idrogeno, è riscaldato a temperature superiori a 150 milioni di gradi °C, formando un plasma caldo. Campi magnetici molto forti, prodotti da bobine di superconduttori circondanti il recipiente (vessel) e da una corrente elettrica guidata attraverso il plasma,  sono utilizzati per mantenere il plasma distante dalle pareti.  Sul sito ufficiale del progetto ITER è possibile "visitare" virtualmente il tokamak.
Va scritto che il problema è legato sopratutto alla realizzazione di un impianto che sia in grado di produrre più energia di quella che ne consuma affinchè la reazione abbia inizio e si possa sostenere.
L'Italia partecipa al progetto attraverso gli studi e ricerche compiuti dal centro ricerche ENEA di Frascati, all'interno del quale c'è un tokamak  la cui camera toroidale ha un diametro di circa 90 mm.


    venerdì 17 dicembre 2010

    Telethon 2010: Quelli di ingegneria meccanica per la ricerca


    E' partita la maratona Telethon 2010. Come già accaduto l'anno scorso per il mio blog principale ( laboratorio napoletano )  è possibile donare anche un solo euro per la ricerca contro le malattie genetiche attraverso il banner che compare sulla destra.   Quelli di ingegneri meccanica, così come i correlati  laboratorio di cinema e laboratorio napoletano, rientra fra i "siti amici" di Telethon ed è  in prima linea in favore della ricerca.  
    In assenza di una politica vera in termini di investimenti per la ricerca, sia questa indirizzata allo studio di malattie genetiche o all'individuazione di sistemi puliti per la produzione di energia elettrica, in assenza della volontà da parte di chi governa di intervenire in questioni cardine del Paese, siamo noi stessi italiani ancor prima dei nostri "deputati" a dover soccorrere la ricerca italiana grazie anche a manifestazioni di immensa solidarietà come la maratona Telethon. 

    Donare è facile... basta cliccare sul banner sulla destra e seguire la procedura!
    Che aspetti?

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